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settembre 08, 2023

Burro d'harakiri

Ho preso del burro

d'harakiri

era in frigo

insieme al vestito

che ora indosserò

per il mio rituale


consumo una cena

frugale

a base di burro

d'harakiri

Lo spalmo ben bene

su acciaio forgiato in un sole

Anemico, inox


questo ultimo piatto

non ho voglia di lavarlo

tanto insieme a tutto il resto

verrà sciacquato

da una pioggia pesante 

che gonfia un mare sterile

 

come dite?

vi piace viaggiare

il cibo la televisione

eppure non conoscete

quel che c'è di più banale

IL DOLORE!

 

quanto a me

ecco che ora 

mi faccio pesce

e inizio a nuotare 

controcorrente

il fiume del Male



settembre 04, 2023

The Malevolent Demiurge

Every man have to pay for his sins
not with death
but with sleep
I for good have decided
I won't fall asleep anymore
because in sleep that is where monsters
breed
 

I will just rest on your ancient body
my heretic muse
spreading thaumaturgical words
from my fingers
to heal your
infinite annihilation

I will become integral part of
the mystique
post-human catastrophe
until you reborn from the ashes
of a dogmatic past
and head to the destruction of
heathen temples
my virgin
golden age
 

the lay painter draws
deconsecrated metropolis
in the hyper-space of technique
in the eternal trail of genetic
somebody will be punished
reasonably me
 

the world is so static that it could have a
spontaneous combustion
knowing to be in fireproof hands
protected
by the existence of a
repudiating god
 

before and after the creation of things
we are orphans
before and after the creation of things
we are neglected
 

Deceived by Natural Right
Embracing a Material Religion
the wise man Kneels to a Malevolent Demiurge
 

Obscurity envelops what obscure is
obscurity envelops the obscure-minded

luglio 09, 2023

Atlantico irlandese

Una spiaggia di sabbia larga e sgombra

si incurva sul limitar d'Europa

e mi schiude il senso della Fortuna

scalzo io andavo porgendo orecchio a' flutti

e spiritelli e fate e piccoli abitanti tutti

e infin rincasando, animo pago, ricordo una regina

guerriera e immensa

 

 



Nero di seppia

Ho scrutato dentro un nero di seppia

come di buia spelonca, umida e calda

e sulla soglia, alghe e capelli corvini

in nidi aggrovigliati e assassini

e tutto intorno, segni di abitazione

ma non umana, eppure marina

segni scuri e materni

bagnati di strano umore

li sento intonare come una canzone

antica e sicuramente ostile

a chi al suo fato non vuole ubbidire

ché di una sirena la magione

era quella senza errore

ecco dove ho trovato la mia ispirazione

ecco il tempio del terrore

dove curerò la mia maledizione.

 

maggio 02, 2022

Madama Insonnia

Madama Insonnia
turpe stupro delle palpebre mie
domanda inevasa, negletta, di sonno e sogni
grave e avara mi concupisci, strega!
di cigni magri matrigna, il giorno fai un ignavo di me
e all'uso visigoto di lino nero mi avvolgi
per iniziarmi al tuo amaro rito

di giorno ti fai temere e la notte detestare
ché al crepuscolo si radunano li servi tuoi
corteo macabro, per condurmi al tuo cospetto
in vincoli, suonando flauti malevoli
verso lidi di mestizia e rimpianti
e sempre, ovunque, mi trovano quei demòni

e ivi, presso letti di malattia e martirio
con sinistri alambicchi e pazienza e perizia
maestosa al capezzale mio ti disponi
amante pietosa e devota
alché operosa distilli livore da' miei lombi
e non lasci la stana finché luce dentro non piombi

ma ritorni ancora, certezza notturna tremenda
ti corichi meco per un altro raccolto
e ripeti l'opra, non fai mai ammenda
generosa di quei semi i cui frutti già ieri mi hai tolto
e così per settimane mi affami e svuoti
finché, una sera, gli otri colmi
carezzandomi la testa, per paesi non noti
mi abbandoni dicendo "ora dormi."

aprile 18, 2022

Il giorno in cui tutti i Moloch sorridono

Oh tu creatura senza peccato perché mai invero nata

e se nata nata empia e malvagia

Tu, dispensatrice di molti battesimi

Tu che vigili, occhio immemore e malmostoso

sulla liturgia di tutti i Moloch

Carogna fetente e immonda

 

Benedici, sollazza noi che ci scanniamo quaggiù

Per le briciole che ruzzolano putride dalla

Sozza pappagorgia tua

Con cantilene taumaturgiche e di torpore

Gonfie

 

Santifica nozze false e feste e fetore e fornicazione

perché di dolci età dell'oro udimmo e sperammo 

e in tributo gli innocenti al fuoco passiamo

a te Latore di molti beni che di nera luce ci bagni,

Dragando dogmi donde gorgoglia il gramo

 

Quali muse eretiche ci sussurrano più

Parole di saggezza ormai

Da ossari polverosi ove

La bella testa oscenamente ritorta all'indietro

Come antichi rettili

Terribili e mute giacciono

Facendoci solo dono di solitudine

 

Oh Nadir, Nadir dell'umanità

Grande oracolo delle genti

Dicci, chi sono quei mostri non da ragione generati

Che scorrazzano razziando impazziti e zelanti

In orde bavose e vili tutt'intorno

diccelo

E quegli rispose, parco nella voce

"È sì strano il giorno dell'uomo

che non riconosce se stesso

in sì turpe genìa"

 

Un urlo dal cuore della bestia 

si leva in diaspora, di là dal buio

Rantolo disperato, rotto e ottuso

il giorno in cui tutti i Moloch sorridono

e tintinna soave il danaro

al cospetto di Oceano

ding

ding

ding



agosto 27, 2020

Matriarcato

Mi metto in ascolto 

E con raucedine, l'antica vulva 

vagabonda dello spazio profondo

Mi bisbiglia all'orecchio 

belligerante

e ben vascolarizzata 

"muori, maschio"

 

Sussurra a me 

Le sue manìe e i vaticini

È un suono dai molti barbigli

Argentino e di tenebra 

Ma c'è dell'altro 

Che non mi rivela

 

E per chi sa quale arcano motivo

mi lascia assistere, prima di finirmi

alla madre di tutti i Walpurgis

e in molte le vedo radunarsi

chiamate dai duri, oscuri tamburi della Dea 

le femmine di questo morente mondo

intonare peana e preparasi a dare Battaglia

 

Si alza la radiazione cosmica di fondo 

è il tempo del matriarcato marziale

strepito di milioni di vagine guerriere

rumore umido e per niente urbano

scalpiccìo di milioni di piedi tremendi

sulla terra nuda che palpita

pronta a ricevere sangue e fertilità

così finalmente mi scannano senza pietà.


maggio 07, 2020

Litania dagli atolli

adesso posa la tua scienza
piccolaluridaguastafeste
BASTA RODER VIA IL MISTERO!
lascia che il Chaos
ci compenetri
fin dentro i nostri coralli
candeggiati dall'ondeggiare
 
tanto nessuno ha scoperto mai
cosa si annidava
tra recessi membranosi
di mille pterodattili caduti

né se dal becco osceno di uno
sia mai uscita una parola
di comprensibile intelligente raziocinio
o solo un insensato folle EEEK EEEK
di puro sgomento

EEEK EEEK
EEEK EEEK
EEEK EEEK
 
allora perché mai tu
dovresti scoprire
la ragione del nostro orrore

cosa interessa agli alberi
se non succhiar via tutta la luce dal mondo
e farlo pazientemente

e agli esseri striscianti, natatori, saltatori, arrampicatori e volatori
che se ne infischiano dei vostri
scioperi

saltate la scuola noi saltiamo la Vita

c'era un mormorio invertebrato
e ora non piú

EEEK EEEK
EEEK EEEK
EEEK EEEK

c'era un mormorio verde alieno
e ora sta per tornare
sí, sí
malmostoso
piú che mai!

ogni cosa antica intona la litania degli atolli
in un linguaggio primevo
senza accoliti
senza empatia 
lo avverti? 
è il brusío di mille flauti dissenati
è il rantolo di eoni sedimentati
che viene
viene a esigere il Tributo

sí, sí...
stiamo per ricordare
l'ora della merenda cosmica!

sí, SÍ!

EEEK EEEK
EEEK EEEK
EEEEEEEEK

CHOMP. SGNAK. SPLAT.

ecco il mastodonte si é insediato
dopo aver pasteggiato
qualcuno fabbrica una collana
di vertebre di stella
di vertebre di atollo
di vertebre di bambina

CTHULHUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU